giovedì 7 gennaio 2016

acqua a MIlano

Avevo in precedenza già filosofeggiato (polemizzato) sul tema falda a Milano. Dopo aver chiesto precisazioni, sollecitato commenti ai superesperti in convegni e seminari, vedo qualche accenno di  professori illuminati a questioni di estremo buon senso...

Renzo Rosso, Politecnico di Milano, dal suo blog de Il fatto Quotidiano, scrive:

Da molti anni Milano estrae dall’acquifero cittadino due o tre metri cubi d’acqua al secondo per abbassare il livello della falda, che sta inesorabilmente risalendo per via della riduzione dei consumi industriali rispetto ai ruggenti anni ’60 del secolo scorso. Vengono pompati (con un costo energetico non marginale) circa duecento milioni di litri al giorno, tutta acqua che viene immessa immediatamente in fognatura. Perché non usare quell’acqua per lavare le strade, come fanno in molte città francesi? Un acquedotto duale di questo tipo servirebbe anche a eliminare il pulviscolo che, appena si accumula sui selciati, viene rimesso in aria dal traffico veicolare. 

A voi sembra così difficile? Vogliamo mettere con la Galleria Gattamelata (tanto per citare un monstre milanese) o meglio ancora il mitico Ponte sullo Stretto?

PS Il Professore sostiene che l'idea risale ad anni fà e a precedenti amministrazioni comunali. Non vorrei buttarla in politica ma questi partiti ancora si chiedono il perchè dell'astensionismo elettorale?