giovedì 29 ottobre 2015

Cycling Cities

L'idea che il cambio di paradigma sulla mobilità e la sostenibilità NON possa essere delegato alla sola tecnica scientifica ma incorniciato all'interno di uno schema culturale. Per questo diversi blog se ne occupano (ad esempio questo).
Un bell'esperimento è l'installazione Cycling Cities durante l'evento del Milano Design Film Festival.

"Cycling Cities presenta una serie di cortometraggi, tutti di uguale durata, proiettandoli l’uno accanto all’altro su un grande schermo circolare. Il soggetto dei video sono sei tour girati in bicicletta – al ritmo e dal punto di vista del ciclista – in sei città diverse: Amsterdam, Pechino, Havana, Mexico City, Budapest, Milano . Gli itinerari non sono pianificati, anzi si basano su ciò che i francesi chiamano une dérive, un viaggio non programmato attraverso un paesaggio urbano in cui si può andare incontro a esperienze nuove e autentiche.
(...)  Una ricerca poetica, per farci affrontare il tema della ciclabilità con una mentalità diversa."

Qui sotto il video e  qui la sessione olandese.






Un altro canale da approfondire

Il periodo di ricerca e comprensione trascorso tra realtà aumentata (non virtuale, ma vita vera) e coscienza virtuale di questi miei ultimi anni fatica a trovare un senso compiuto nella quotidianità. Scoprire persone che di questa percezione di distanza sono riuscite a farsene un lavoro mi affascina. Soprattutto se riconosco nel loro pensiero spunti o metodi che rappresentano il mio modo di ragionare: per pattern , per boundary object.
Non mi è mai stata diagnosticata la dislessia, ma parlando con mio marito della gestione di questa specificità nell'ambito musicale, mi chiedo se esiste - e ne sono portatrice - di una forma di dislessia intellettuale. Una modalità di individuare i fenomeni e di metterli in relazione totalmente diversa dalle leggi della logica e del percorso personale e professionale di ciascuno.
Intanto scrivo in questo mio diario l'appunto relativo a Luca De Biase, appena scoperto.
"Se ne esce con l’idea che la ridefinizione della vita in città sia appena cominciata. Il corpo e l’ambiente si sono arricchiti di informazione accelerando la maturazione di una nuova concezione dei diritti umani."