giovedì 20 febbraio 2014

Hai un problema? Tranquillo, c'è un app!

Oggi non ho le idee chiare. Sono nel pieno di una tempesta di pattern (come direbbe Pippi Calzelunghe: mi sento nella fase "raccoglitore"). Raccolgo tutto quello che vedo leggo penso, trovandolo geniale, interessantantissimo. Dopo qualche giorno la matassa viene abbandonata nell'angolo in attesa di recuperare un po' di tempo per mettervi ordine ed organizzarla. ma ormai ho imparato che quel tempo non arriverà mai, quindi oggi decido che questo post sarà veramente il mio diario: con i suoi errori e le sue approssimazioni.

Sfogliando i Miei bookmark per organizzare un tema (appunto fare ordine), mi sono  reinoltrata in un altro pattern. Oh no! Di nuovo! E per non rischiare di rimanere nel tunnel ancora una settimana, ecco qui, mi riallaccio ad una delle ultime cose dette nel mio precedente.

APP


APPena (credo sia la mia parola piu digitata)
APPuntamento (magari galante? no con le maestre per ritirare la pagella)
APPorto (alle cause perse)
APPeso (al mio destino? meglio dire in prestito)
APPunto (sul diario)
APPunto! (caspita!)
APPendino (odio i lavori da casalinga)
APPoggiati qui (quando mio figlio vuole essere preso in braccio)
APPosta (allora c'è un perchè!?!)
APPesantita (ma quando finisce l'inverno che sto accumulando zuccheri e carboidrati)
APProssimativa (sempre ahime!)
APParecchiato (una situazione preparata)


e invece no.
ora APP vuol dire solo una cosa: APPLICAZIONE.
Se l'ingegneria nasce come scienza "APPlicata", ora pare che per ogni cosa serva una APP.
Sarà che sono allergica agli accessori (secondo me una cosa deve essere possibile da fare con quello che si ha, altrimenti dov'è la sfida). Ho un telefono che ha solo APP, anche una APP per fare manutenzione alle APP, un'altra APP per tenere ordine nelle APP.
E' un genio chi crea una APP per convergere le info delle APP dei diversi gestori di carsharing,



 fra un po'ci saranno le APP per scegliere il parcheggio temporaneo con la migliore qualità /prezzo

da L'Internazionale 20 gennaio 2014


attendo la APP che trovi gli sconti fra tutte le APP dei diversi supermercati.
Una START-APP per ogni APP!

Ma non basterebbe APPlicarsi un po' di più? Magari usando l'intelletto?
Ci eviteremmo anche costose memorie aggiuntive da APPlicare ai nostri smartphone.

Ed ecco che si apre un'altra finestra: perchè non tenere un diario di tutte le cose che riesco a fare agevolmente senza bisogno di usare un'APPosita APPlicazione APProntata da APPrendisti stregoni?

 innovazione =/= APP


lunedì 17 febbraio 2014

se il mondo è globale...

Quando vennero aperte le arterie autostradali, percorrendole, ad ogni cambio di concessionario, dovevamo fermarci ad una barriera e pagare la tratta specifica. Ogni esercente voleva risquotere la propria parte di pedaggio.
Questo continuo' finchè non venne istituito un sistema di bigliettazione in grado di tracciare l'intero percorso e lasciare ad una camera di compensazione appositamente organizzata, tra i concessionari la spartizione degli introiti.
Da allora, perlopiù, si prende un biglietto, lo si consegna al termine del percorso pagando l'intera cifra e lasciando che la suddivisione avvenga in sede separata. Oggi il servizio TELEPASS ti permette poi di evitare anche le fermate minime in barriera o ai caselli.
Inutile dire che questa soluzione ando' a beneficio di tutti: gli utenti videro migliorato il proprio viaggio (più veloce, meno interruzioni), i gestori probabilmente aumentarono le entrate, visto che l'utente "perde " il senso del pedaggio ed è quindi portato a non controllare o limitare i costi autostradali nella scelta del percorso.

I servizi ICT, anche solo banalmente quelli della telefonia mobile - rendono fattuale la possibilità di parlare ovunque con chiunque (vi ricordate: "il mondo è tutto intorno a te"?), sarà un problema di costi che leggeremo nei nostri addebiti, ma di fatto l'accesso alla rete è sempre garantito. Se vado in Zambia posso usare il mio cellulare con la mia sim ed il mio contratto. Probabilmente il costo non sarà il piu' scontato, ma l'accesso alla rete non è negato.

Negli anni 2000 Hannover disponeva già di un sistema integrato (chiamato Hannovermobile) di mobilità che permetteva con un unico titolo (tessera, codice, quant'altro) l'utilizzo di una serie di servizi di mobilità: dal carsharing ai treni di lunga percorrenza, dai mezzi urbani ai taxi. I costi - i tariffari sono trasparenti e facilmente leggibili - vengono addebitati direttamente e complessivamente sul conto (o carta di credito) disaggregati per servizio di mobilità utilizzato.

Su Repubblica si legge la polemica del comitato Milanosimuove che oggi ricorda due temi importanti:

  • ancora nessuna strategia sulla mobilità elettrica condivisa (mentre Bollorè a Parigi ed altre città francesi inizia a portare a casa utili)
  • nessuna strategia sui servizi di carsharing abilitati dal comune di Milano, solo tanti gestori quasi a pari condizioni che si possano sbranare sul mercato affinchè ne rimanga solo uno?
Se Milano puo' comunque andare orgogliosa dei suoi primi spunti innovativi in termini di mobilità, non si puo' non sollecitare una marcia in piu' in questo senso. già che ci siamo.




lunedì 3 febbraio 2014

Mobilities

"it is a contemporary paradigm in the social science that explores the movement of people - ideas - things as well as the broader social implication of those movement"

Sei caratteristiche distinguono Mobilities dagli studi di migrazione e di trasporto:

  1. collega le scienze con l'umanità e la sociologia
  2. collega diversi tipi e scale di movimento
  3. coinvolge il movimento di persone, cose, idee e può avere focus sul modal shift di merci e passeggeri
  4. incorpora teorie e metodi della mobilità per evitare l'abuso di un approccio delimitato e sistematico
  5. abbraccia la dimensione politica ( e di differenziale politico) della mobilità in opposizione alla visione di oggetto apolitico e pienamente tecnico ingegneristico

Si colloca come discendente postmoderno degli studi di mobilità. Segue un approccio secondo il quale localizzazione e contesto sono centrali ed inevitabilmente implicati nella costruzione della conoscenza.

Six bodies of theory

  1. Esiste una eccezionale ed umana volontà di connessione (will to connection) umana e materiale. Questa implica i tempi del vivere urbano e ne forma gli aspetti sociali, economici, infrastrutturali ma anche la forma mentale dell'abitante urbano, generando complessi sistemi relazionali che combattono il chaos.
  2. Sistemi sociotecnologici quali le telecomunicazioni mobili incorporano Geografie Ibride di componenti urbani e non.
  3. La concezione postmoderna di spazialità comporta la dinamicità dei luoghi ed il loro costante riassemblaggio (riconfigurazione, rimodulazione).
  4. Solo attraverso lo strumento corporeo è possibile saggiare il luogo ed il movimento e costruire geografie emozionali.
  5. La topologia dei social networks disegna la complessità e la variabilità nei pattern. la contemporaneità delle informazioni e la condivisione di stili di vita creano vasti ma deboli (fragili) legami con spazio e tempo. La vita sociale aumenta le connessioni ma riduce gli incontri.
  6. La rigidità dei sistemi di trasporto si scontra con l'imprevedibilità delle condizioni ambientali e politiche. Può il cambiamento essere veicolato da piccole, successive forme di ripetizione e condurre verso un "postcar system"?
Le metodologie
  1. analisi dei pattern, del timing 
  2. studio mobilità etnografica
  3. esame diari spazio-tempo
  4. analisi della mobilità virtuale attraverso connessioni tecnologiche (cyber research-exploration)
  5. studio delle esperienza e delle sensazioni
  6. studio memorie visive private (foto, lettere, immagini, souveniers)
  7. studio di spazi intermedi (in-between places) come lounge, sale d'attesa, parchi, hotels..
La fondazione di Mobilities è da accreditare a John Urry e Mimi Sheller. Esiste una rivista specializzata a costi inaccessibili (Mobilities, ed. taylor&francis ) e due traduzioni dei libri di Urry: Vite mobili, ed. Il Mulino e Lo sguardo del turista, ed. SEAM