Il periodo di ricerca e comprensione trascorso tra realtà aumentata (non virtuale, ma vita vera) e coscienza virtuale di questi miei ultimi anni fatica a trovare un senso compiuto nella quotidianità. Scoprire persone che di questa percezione di distanza sono riuscite a farsene un lavoro mi affascina. Soprattutto se riconosco nel loro pensiero spunti o metodi che rappresentano il mio modo di ragionare: per pattern , per boundary object.
Non mi è mai stata diagnosticata la dislessia, ma parlando con mio marito della gestione di questa specificità nell'ambito musicale, mi chiedo se esiste - e ne sono portatrice - di una forma di dislessia intellettuale. Una modalità di individuare i fenomeni e di metterli in relazione totalmente diversa dalle leggi della logica e del percorso personale e professionale di ciascuno.
Intanto scrivo in questo mio diario l'appunto relativo a Luca De Biase, appena scoperto.
"Se ne esce con l’idea che la ridefinizione della vita in città sia appena cominciata. Il corpo e l’ambiente si sono arricchiti di informazione accelerando la maturazione di una nuova concezione dei diritti umani."
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