Da quando per bacini d'utenza confinanti , mia figlia è passata nella primaria in Castellino da Castello, lo stesso km di distanza non richiede più di 10 minuti, tanto è il deserto urbano che ci separa dalla scuola. Il lavoro fatto per costruire un percorso interessante con loro (escludendo l'uso dell'auto per principio) ha previsto appuntamenti volanti con amici/compagni, gare freestyle in monopattino, gare di alternative di percorso.
Questo mi ha permesso di studiare il concetto dei traguardi (visivi e funzionali) nei bambini: ovvero il fatto che queste personcine non si orientano rispetto a un genitoriale concetto di nord-sud-est-ovest o sinistra-destra-dritto o pericolosità, ma con traguardi successivi di situazioni per loro interessanti.
Cerco di spiegarmi con due immagini che avevo prodotto per un incontro sui servizi all'infanzia:
L'idea è che sia interessante fare emergere le diverse letture del luogo in base alla tipologia di utenza (per tipologia anagrafica, per motivo della visita, per funzione, etc...), questo potrebbe quindi essere declinato anche sulla fruizione di altri spazi lineari del quartiere, mettendo a confronto chi ci lavora, chi è di transito, chi acquista, chi ci vive, etc...La mappatura tipologica dei traguardi (funzionali o di landscape) costituirebbe un primo strumento per la progettazione degli spazi ed evidenzierebbe i “vuoti” o le “interconnesioni creative” sulle quali andare stimolare l'immaginazione progettuale.
Se invece riproposto (magari in altre e future occasioni) nella dimensione dei percorsi pendolari casa-scuola, opportunamente organizzato , potrebbe costituire un interessante percorso partecipato con la duplice finalità di fornire all'amministrazione elementi utili per la progettazione degli spazi ed alle famiglie l'opportunità di vivere il percorso casa scuola non come un dovere faticoso ma come una attività creativa (e possibilmente spronandoli ad evitare l'uso dell'auto).
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