giovedì 28 maggio 2015

pattern_paradigma

Da qualche settimana incrocio testi che trattano di cambiamento. Un bel minestrone di concetti e definizioni, ciascuno interessante a modo suo.

Thomas Kuhn: Paradigma (1962)_
"una caratteristica delle rivoluzioni scientifiche è che esse richiedono che si riscrivano i manuali".
La scienza normale: all'interno della comunità scientifica prevale il consenso verso un determinato modello esplicativo. Le anomalie che si presentano vengono all'inizio interpretate appunto come anomalie fino a quando diventano in numerosità e rilevanza tali da provocare una rottura rivoluzionaria, la cosidetta rivoluzione scientifica. Essa conduce alla formazione di nuove teorie e strumenti di ricerca perchè quelli vecchi non funzionano piu' adeguatamente nello spiegare le anomalie. Il carattere e di tipo rivoluzionario nella misura in cui le istituzioni esistenti non rappresentano più la risposta ai problemi e nella mancanza di una voce prevalente e la compresenza di diverse correnti di pensiero, a volte si fa ricorso alla persuasione di massa.


pleistocity_
Tra civiltà e apocalisse, tra decadenza e progresso, c’è un’isola-che-non-c’è, un “prima” e un “dopo” che spaventa o che inspiegabilmente attrae. Gli storici lo chiamano Preistoria, gli ambientalisti Wilderness, i filosofi Utopia, ma più che uno spazio nel tempo o un tempo nello spazio è un modo di vedere il mondo per intuizioni, per lampeggiamenti, un sistema incoerente di visioni e d’idee che aiuta a pensare l’adesso-qui. Questo “paradigma Pleistocene”, da Giordano Bruno a Paul Shepard, da Lascaux a Keith Haring, attraversa in modo trasversale il pensiero scientifico, filosofico, religioso, emerge nell’arte e nelle abitudini alimentari, e si riassume in un’idea indimostrabile: noi siamo chi eravamo, fatti per muoverci e per stare fuori, siamo memoria genetica e incarnazione attuale dell’uomo del Paleolitico, i nostri gesti, i nostri processi cognitivi sono abitati dai suoi. Mobilità, leggerezza, manualità, ricerca dell’essenziale, materiali primari, comunità, racconto: le tracce di questa presenza visionaria nella cultura ufficiale sono ovunque, sono positive, sono necessarie, per sopravvivere al bordo di ogni mappa, per immaginare qualcosa al di là del muro.

antropocene: "Il termine indica l'era geologica attuale nella quale all'uomo e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche." Il 2016 sarà quasi sicuramente l'anno in cui la comunità scientifica riconoscerà la definizione della nuova era geologica nella quale stiamo vivendo. Il fatto stesso che si riconosca il cambiamento di un era nel periodo in cui esso avviene è di per se la rappresentazione della mutevolezza e della fluidità dei tempi attuali. Due belle definizioni della consapevolezza di questo fenomeno, che non deve e non è più relegato ad anomalia: la "consistenza sociale della visibilità"  e la "coscienza collettiva diffusa" sono caratteristiche fondanti della rivoluzione scientifica ed antropologica. L'eliminazione dello studio della geografia, l'unica materia scolastica di alfabetizzazione ambientale, risulta un clamoroso autogol.

boundary object “Boundary objects are objects which are both plastic enough to adapt to local needs and the constraints of the several parties employing them, yet robust enough to maintain a common identity across sites” (f.e.: a church, a library, and probabily sustainability too)


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