mercoledì 15 gennaio 2014

una bella giornata

ho letto la notizia per caso e subito mi sono segnata l'appuntamento: un seminario sulle mappe, nelle aule trifoglio del caro vecchio Politecnico di Milano! Mi aspettavo una riflessione su gis e infografica,  e invece...che meraviglia!

Petroglifo di Bedolina
Ho scoperto che esistono persone (geografi) anche un po' filosofi, che della concezione delle mappe (vedi mio precedente qui) ne hanno fatto una ragione di vita.
Dalla teoria che la mappa non è il territorio, mi hanno spiegato che invece le nazioni di nuova fondazione sono costruite a partire dalla mappa; che le capitali sono poste al centro delle nazioni perchè rispettano una delle 3 proprietà  della geometria euclidea (l'isotropismo). Della visione del nuovo mondo da parte di Cristoforo Colombo, del punto di fuga (vanishing point) delle prospettive. Del pensare lo spazio secondo il Portico degli Innocenti e la spiegazione scientifica del movimento delle maree (che introduce la contemporaneità di causa ed effetto). Di come Marco Polo nel suo Il Milione, non descrive i luoghi in distanza ma in tempo e per caratteri: odori, colori, luci, lingue parlate, abitudini , flora e fauna.

I confini non sono quelli nazionali ma quelli che emergono dal funzionamento del territorio: è la staticità del soggetto prospettico che è inadatto ad osservare le evoluzioni demografico-migratorie. Perchè se chi osserva è immobile, allora le popolazioni in movimento sono flussi migratori. Dal punto di vista di un pigmeo, non esistono flussi migratori, esiste un luogo piu o meno adatto a vivere (per presenza di riparo cibo clima favorevole).

Tralasciando qui la parte di lezione strettamente legata all'evoluzione dell'uomo, la genetica, Luca Cavalli Sforza, (che per altro potete recuperare da almeno uno dei libri di quest'ultimo, Chi Siamo?) , mi sono posta la domanda su quanto la specificazione delle dimensioni ha tolto alla capacità di comprendere ed agire:
eseguire una ricetta senza dosi ma solo per descrizioni di parti?
i manuali di permacultura (ora capisco!) hanno schizzi adimensionali (non planimetrie)
come sarebbe un piano di mobilità senza misure?
e' una bella sfida, ci pensero'

Di Franco Farinelli si trovano facilmente articoli e video in rete, uno per iniziare:  "Il confine geometrico". Uno dei pochi a farsi sentire con argomenti meritevoli nella discussione relativa al mantenimento delle lezioni di geografia nelle scuole : "Credevamo di conoscere la geografia e, invece, abbiamo imparato la cartografia" e Geografia. Un'introduzione ai modelli del mondo - Einaudi - ISBN 9788806160203  .

Nessun commento:

Posta un commento