
Lo sforzo è stato titanico ancora (la classica difficoltà di uscire dai "binari " del "business as usual"; di questo successo , non me ne vogliano i consiglieri di zona, ma molto è dovuto alla spinta ed alla pressione dei comitati di zona e dei consiglieri m5s che con modi non sempre appropriati hanno lottato per un miglioramento.
Non finiro' mai di dire che rispetto alle precedenti amministrazioni, le scelte di fondo e i tentativi di metodo sono lodevoli, ma il percorso di innovazione verso una progettazione partecipata è ancora lontano. Molto si dice e si scrive ma la pratica quotidiana ancora fatica a cambiare - troppi castelli gerarchici, metodi e strutture che esistono e vivono sui vecchi meccanismi.
L'aver messo a disposizione ogni elaborato del nuovo progetto è sicuramente una dimostrazione di trasparenza, anche se avvenuta a posteriori e temiamo per marketing elettorale. Un progetto redatto da ATM, in accordo con AMAT (che pianifica i trasporti) e si immagina in concerto con il ns assessore alla mobilità è stato linkato senza ordine ne spiegazione in una pagina a latere del portale del comune. Come dire, non proprio un metodo di lavoro trasparente. Comunque siamo positivi, meglio tardi che mai.
Cercando di decifrare quegli allegati, ed in particolare quelli redatti da SOING la società che si è occupata delle analisi del suolo (radici) mi sono fatta l'idea - qualcuno puo' spiegarmi se sto sbagliando - che l'indagine, richiesta dal comitato per approfondire la "solidità" degli alberi è stata programmata (non dall'inizio ma quando scoppio la rissa) dal comune con il secondario (ma neanche tanto) obiettivo di individuare i sottoservizi. Leggende metropolitane raccontano di tutto e di più so cosa esiste sotto la carreggiata di Mac Mahon: tante volte è stato chiesto al comune una delucidazione ma risposte zero. Eppure ci si chiedeva come non ci fosse traccia dei sottoservizi su Mac Mahon quando non molti anni fa si è interventuti nel sottopasso ferroviario all'incrocio con via F. Caracciolo. Problemi di competenza FS/COMUNE? Chi lo sa.
La resistenza dei comitati è stata fiaccata grazie ad una lenta tortura che ha minato per diversi mesi l'accessibilità della zona. Se la temporanea chiusura del tratto tramviario Mac Mahon non fosse coincisa con la deviazione del vicino 14 (chiusura via Cenisio), dei lavori della fermata M5 (Cenisio e Gerusalemme), la percezione del disagio da parte degli abitanti sarebbe stata insufficiente a sopportare scelte eclatanti. Sfiancati da mesi di code in via Luigi Nono, di attese infinite e di infiniti interscambi (il 12 è stato deviato a lungo anche nella tratta di prosecuzione da Santorre di Santarosa verso l'Ospedale Sacco, con un autobus di collegamento diverso dal primo) si è accettata la soluzione less worse. Ormai AMAT e PUMS dicevano che quella era una direttrice strategica e quindi saddafà!
Peccato perchè esistono circuiti alternativi (via Varesina ed i suoi mezzi, via Cenisio) e fermate di interscambio di un interessante sistema sottosfruttato quale il passante (che incontra la linea 12 a Certosa e marginalmente a Villapizzone). Per altro, nello stesso PUMS rimane irrosolto il collegamento con Bovisa università, ipotizzando fantomatiche varianti. Modificare la continuità della linea 12, spezzzandola in sottosistemi, avrebbe facilitato la messa a sistema di modalità diverse, in particolare il passante. Ma questo è un altro piano.
L'occasione diventa interessante se si entra nel merito delle strategie del verde. Ancora non posso che lodare il cambio di tendenza di questa amministrazione rispetto alle precedenti (dal grey al green, almeno in termini di colori) ma da parte di chi si occupa di ambiente, assessore e suoi consulenti tecnici, mi farebbe piacere ascoltare una vera lezione sull'importanza degli ecosistemi ambientali nella gestione dei cambiamenti climatici. Premesso che verde è bello e più verde è più bello, è riduttivo classificare come strategia la scelta di rinverdire con tappeti erbosi irrigati e giovani alberi di piccola media taglia, fazzoletti di suolo cittadino. Esistono a mio avviso due grandi temi che andrebbero approfonditi. Il primo è argomento di studio di Christian Korner, University of Basel, che in un convegno lo scorso giugno presso il Politecnico di Milano ha spiegato ad una folta ed attonita schiera di ingegneri ambientali la differenza che c'è tra capitale e cash flow biologico, ovvero la differenza di capacità di immagazzinamento di CO2 di un albero "maturo" ed una piantumazione fast turnover. La seconda, e so per certo che se ne stà occupando il Comune di Padova, riguarda la mitigazione e l'adattamento degli effetti climatici a scala urbana. In particolare stanno approfondendo le relazioni tra l'effetto isola di calore e le superfici costruite (o meglio pavimentate) nonchè l'effetto di runoff e washout negli eventi piovosi estremi.
Consideriamo anche che in una vera città europea (che europea non è) avviene questo:
A new joint policy unit, the Centre for Connected and Autonomous Vehicles (C-CAV), will coordinate government policy on driverless cars and related technology.
Si puo' sempre migliorare...
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