giovedì 23 luglio 2015

l'africa a milano

Il mese di luglio del 2015 ha concentrato numerose opportunità di riflessione. Il caldo africano ha messo in risalto fragilità e paranoie del nostro stile di vita nonchè modello di sviluppo.

nasa_ http://www.independent.co.uk/environment/2015-on-course-to-be-earths-hottest-year-ever-after-recordbreaking-june-temperatures-10402280.html
L'Italia (e l'Europa) è stata invasa dalle temperature estreme prolungate, dal vento caldo, dagli "uomini neri" e dalle formiche (spesso, anch'esse nere...).

La capacità di reazione della popolazione di "umani occidentali civilizzati "è stata  direttamente sfidata. Eccolo, un primo esempio di invasione lampo per testare le armi di difesa del nemico. 

Se proviamo ad analizzare il comportamento messo in atto impulsivamente ed autonomamente dalla popolazione locale in un quadro integrato e complessivo, dovremo ammettere (io lo so e spero di riuscire a convincervi o almeno instillare in voi il dubbio con queste poche righe) che tutto sembra tranne una vincente strategia di resilienza. L'idea di resilienza corrisponde al principio che alle pressioni esterne lo stato si modifica per poterne "gestire" gli effetti. La resilienza non è una medaglia ma una tecnica di sopravvivenza nel lungo periodo: sfidare le nostre capacità ed i nostri limiti non per l'eccitazione del successo ma per trovare un modo di mantenere in vita noi stessi ed il genere umano nel lungo periodo. Insomma la differenza che c'è tra fare la spesa di natale in un negozio bio e custodire il lievito madre nel frigorifero.

La resilienza, l'adattamento la mitigazione sono temi che hanno aperto nuovi fronti di ricerca da qualche anno ormai, ma per ora si vedono solo gli effetti del consumo di carta e di nuove strutture deputate a ragionare cosa è green e cosa è grey. La resilienza rappresenta  a mio avviso (e nella mia beata ignoranza) un fantastico esempio di "boundary object" ovvero l'anello di collegamento tra mondi diversi ma che per almeno una parte dei loro sosttosistemi si intersecano. Nasce dal basso, è applicata nel locale ma puo' diventare efficace se il sistema nel suo insieme è gestito in modo organico, come una popolazione di formiche. Una popolazione che con ruoli diversi collabora unita per cogliere le opportunità dell'ambiente esterno e sopportare o contenerne le criticità.

I veleni contro le formiche, i muri contro le invasioni, i condizionatori per vivere, le auto per mantenere un isola felice anche all'esterno della propria unità abitativa non possono essere considerati forme di resilienza. 

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