Questi spostamenti epocali - poco meno di 220.000 nel solo 2014, mentre nel solo primo semestre 2015 si contano tanti profughi quanti osservati dal 2010 al 2014 - non sono considerati nella pianificazione della mobilità. Quella si occupa delle élite, del turismo sostenibile, di condividere le biciclette. Il business dei profughi è riservato alle mafie, ai delinquenti, che agiscono grazie all'assenza di strumenti istituzionali.
Tempo fà, vidi un progetto che prevedeva la realizzazione di una autostrada che portasse ricchi turisti russi dalle loro terre direttamente a Cortina , perla delle Alpi.
Ora il flusso dei migranti, gia ben descritto da gatti nel suo libro, è uscito dai territori lontani coperti da censura e si presenta a noi, provocando sorpresa e disappunto. Settecentomila spostamenti: come l'intera provincia di Modena che emigra oppure, gli spostamenti nell'ora di punta della sera nella città metropolitana di Milano per un anno intero.
Una notizia apparsa sul NYTimes, riproposta da alcuni quotidiani locali, racconta come internet, i social, le mappe hanno cambiato il modo di viaggiare di queste enormi masse di popolazione in fuga.
Quante risorse si mobilitano in occidente per flussi di mobilità ben inferiori???
Tutto questo conferma 2 aspetti fondamentali del mio lavoro:
- la mobilità è un unico integrato (sustainability, social, climate change, smartmobility)
- la mobilità è fenomeno fisiologico e non un mercato di servizi : è come l'acqua che scorre, puoi incanalarla, deviarla, drenarla, ma alla fine c'è e basta.
Quando impariamo a guardare la verità dritta negli occhi?
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